Giornata internazionale della Biodiversità – 22 maggio

Oggi 1 milione di specie animali e vegetali rischiano di sparire per sempre.

Cos’è la biodiversità?

In natura essa consiste in una varietà di specie animali e vegetali,  questi sono in interazione tra loro è questa interazione permette di mantenere in vita il loro ambiente, il loro ecosistema.

Sulla Terra esistono diversi tipi di ecosistemi, ogni ecosistema è un sistema aperto che ha scambi con altri ecosistemi. Gli scambi tra gli ecosistemi ci forniscono cibo, acqua, riparo e medicinali necessari per la nostra sopravvivenza.

Gli organismi dipendono gli uni dagli altri e l’uomo non fa eccezione.

Come l’uomo distrugge la sua fonte di cibo e di salute:

I pescatori pensavano che le balene fossero responsabili della penuria di pesci, per cui si diedero alla caccia di queste. Le orche che si cibavano dei piccoli di balena, iniziarono a cacciare le foche e poi le otarie. Come le otarie diminuirono, le prede di queste iniziarono a diffondersi e pesci aggressivi e  ricci che iniziarono a infestare le aree di pesca tradizionale dei pescatori, che si trovarono di fronte a una forte diminuzione del pescato. In pratica, cacciando le balene, rovinarono la loro stessa economia, che si reggeva su quel fragile equilibrio nella catena alimentare.

Le api sono minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture…. se scomparissero tutte le api, i calabroni e i bombi, oltre al fatto che il miele che non ci sarebbe più, non avremmo più frutti e verdure legate per l’impollinazione a questi insetti e non avremmo latte e formaggi, dato che molte piante usate come foraggio per il bestiame dipendono anche da questi insetti.

Studi e relazioni su malattie e pandemie:

Un quadro chiaro ce lo fornisce il Wwf con il suo rapporto “Pandemie, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi”,

L’Università La Sapienza, ha pubblicato un articolo in cui si mette in relazione la diffusione delle malattie infettive con l’azione dell’uomo sulla natura. In particolare, si indagano una serie di episodi recenti che hanno prodotto effetti simili all’attuale pandemia, ad esempio  malattie come l’ebola, la Malaria, la sars e il virus Zika si sono presentate in concomitanza  con la deforestazione che ha visto le zanzare, vettori dei virus,  diffondersi incontrastate.

Il position paper della Società Italiana di Medicina Ambientale  mette in relazione l’incidenza particolarmente alta dei casi di infezione virale in Lombardia con le concentrazioni di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5). «Le polveri sottili funzionano da carrier, ovvero da vettore di trasporto, per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. […] Si evidenzia una relazione tra i superamenti dei limiti registrati nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo, considerando un ritardo temporale intermedio di 14 giorni, pari al tempo di incubazione del virus».

Stiamo per arrivare ad un punto di non ritorno e noi siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa.  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: