LA POTATURA CHE UCCIDE LE PIANTE

Il motivo più comune per cui si pratica la capitozzatura è la riduzione delle dimensioni di un albero perché si pensa che gli alberi troppo alti possano costituire un pericolo, gli alberi sono da sempre alti ma veramente da sempre, già quando ero piccola mi ricordo che gli alberi erano alti eppure non ho memoria di stragi compiute dagli alberi, si qualche incidente, sicuramente anche incidenti drammatici, ma incidenti rari che non si possono di certo paragonare ai morti sulla strada o sul lavoro eppure le macchine continuano a circolare e le persone a lavorare anche in condizioni prive delle dovute protezioni.

(P.S. questo articolo doveva uscire a marzo, quando è stata fatta la “potatura” a questi alberi nei pressi della rotonda alla fine di via Brodolini)

Cos’è la capitozzatura ?

La capitozzatura è il taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami, eliminando così gran parte dello scheletro e della chioma.

Cosa si scrive a proposito della capitozzatura?

…..la capitozzatura è una tra le più dannose tecnica di potatura degli alberi, nonostante più di 30 anni di letteratura e di seminari per spiegare i suoi effetti nocivi

SIA Società italiana arboricoltura

….distruzione del verde urbano e periurbano

Co.n.al.pa. Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio

Capitozzare è un retaggio che viene dalle pratiche agricole di un tempo. Quando invece si capitozzano alberi in aree cittadine o periurbane, quasi sempre si effettua un’operazione sbagliata e dannosa…..

Legambiente

è una pratica inaccettabile di potatura e ogni danno causato dalla caduta dei rami di alberi gestiti scorrettamente può essere riconosciuto come negligenza presso un tribunale. 

“Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del Ministero dell’Ambiente

Sette le ragioni per dire no alla barbara pratica della capitozzatura.

Società internazionale di arboricoltura

Sviluppo di malattie, funghi e parassiti. I monconi di un albero capitozzato formano ferite difficili da rimarginare (anche perchè quasi mai sui tagli viene messo l’apposito mastice cicatrizzante). Al contrario questi tagli e cavità vengono rapidamente attaccati e colonizzati da funghi, spore, insetti e parassiti vari che intaccano ulteriormente la struttura del legno, rendendolo ancora più fragile (portando poi all’abbattimento dell’albero).

Deficit nutritivo e indebolimento generale. Qualunque intervento che rimuova più di 1/3 della chioma modifica il metabolismo dell’albero causando un deficit di sostanze nutritizie ed abbassando le difese immunitarie dell’albero nei confronti di vari patogeni Le foglie sono gli organi con cui l’albero produce il proprio nutrimento; rimuovendole l’albero rimane senza l’energia necessaria ad alimentare tutte le sue parti.

Ricrescita accelerata dei rami deboli. La pianta reagisce alla capitozzatura gettando nuovi rami, si tratta però di rami deboli, con attaccatura fragile, che la pianta produce in gran quantità per ricostruire al più presto la necessaria massa fogliare di cui ha bisogno per nutrirsi. Il risultato è che in poco tempo avremo una gran quantità di rami ma più fragili e pericolosi, una chioma squilibrata ed una forma dell’albero che comunque si presenterà poco armonica e meno bella.

Aggravio dei costi. Per ogni ramo tagliato muore anche una o più radici, con un indebolimento strutturale della pianta che, ricordiamo, nei casi di alberi maturi è sottoposta alla base a forze di trazione pari anche a 200 t., per esempio nelle giornate di vento. Insomma una situazione complessiva che “chiamerà” la necessità di nuove potature.

Shock solare. Riducendo o eliminando la chioma si espone la corteccia del tronco e dei rami residui all’azione diretta dei raggi solari, che producono delle vere e proprie scottature.

Brutture. Inutile dire che gli alberi capitozzati sono penosi, brutti a vedersi e fanno tanta tristezza. Sino a quando non ripristina la chioma, la pianta apparirà come mutilata e sfigurata, privata della sua importante funzione estetica.

Morte dell’albero. Molte specie, mal sopportano le potature e la riduzione improvvisa del fogliame facilmente porta alla morte della pianta.

Gli alberi in Viale fiume hanno subito la capitozzatura, si vedono piccoli rami che partono da un ramo maggiore, si è persa la struttura gerarchica dei rami. Molti di questi alberi oggi sono bucati, svutati.

Ma Perché si continua a praticare la capitozzatura???

Non conoscenza della fisiologia degli alberi
Costi più bassi (ma che poi diventeranno più alti dopo tale pratica)
Fobie varie (l’albero si muove col vento, ha superato i palazzi, porta animali, cade…….)
Ditte non formate sull’arboricoltura
Tutti questi motivi si possono assumere con una sola parola: Ignoranza.

Alberi Urbani

e ancora…..

L’albero ha bisogno di essere potato, così si rinforza    FALSO!

Dopo una potatura troppo drastica l’albero affronta almeno quattro problemi fondamentali:

  • carenze nutrizionali per la mancanza di fogliame, perchè l’albero assorbe i nutrienti con le radici ma le può utilizzare solo tramite le foglie, con la fotosintesi clorofilliana che ne ricava gli zuccheri, la vera fonte di energia;
  • la cicatrizzazione delle ferite, necessaria per impedire la penetrazione di funghi e patogeni
  • la necessità di un immediato schermo solare per proteggere il fusto rimasto scoperto;
  • il riequilibrio della chioma con le radici.

Bisogna ridurre l’altezza e l’ampiezza degli alberi, altrimenti cadono    NO! 

 La chioma che si forma dal capitozzo non è attaccata al tronco saldamente come l’originale, perchè ancorata solamente agli strati più superficiali della branca genitrice. Così rami anche di notevoli dimensioni possono schiantare da un momento all’altro, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini. Si parla, in gergo tecnico, di “scosciature”.  Con la capitozzatura non si rende un albero più forte nei confronti del vento, perchè la ricrescita veloce e forzata di nuovi rami rende l’albero molto più vulnerabile, rischiando lo sradicamento e la rottura. Quindi si ottiene un effetto contrario a quanto desiderato.

Con la capitozzatura evitiamo che un albero cresca troppo    FALSO!    

E’ impossibile ridurre in questo modo la grandezza di un albero: dopo una violenta potatura questo aumenterà il suo ritmo di crescita per rimpiazzare la parte perduta, e in pochi anni, se l’albero non è nel frattempo morto a causa della capitozzatura, ritornerà alle dimensioni precedenti.

Solo una corretta potatura di formazione, cioè quando l’albero è ancora giovane, permette di intervenire agevolmente in seguito per controllarne la crescita. Curiosamente, invece di procedere alla potatura di alberi giovani, in prevalenza si potano drasticamente alberi di una certa età, spesso secolari. Così di una creatura maestosa e brillante del suo colore verde resta solo lo scheletro!

 Un albero lasciato a se stesso cresce male, è brutto    NO!

Gli alberi hanno molte forme e dimensioni finalizzate principalmente a catturare la luce in modo ottimale. L’innumerevole varietà di architetture definiscono l’identità di ogni specie arborea e ne costituiscono il carattere fondamentale e la bellezza.  Le piante esistono da molto più tempo di noi, ci hanno visto arrivare e con ogni probabilità ci vedranno andare via… non hanno assolutamente bisogno dell’uomo.

Potando troppo e male l’albero cresce a dismisura, con una chioma totalmente disordinata e intricata. L’albero perde l’armonia naturale della sua forma e allora sì, diventa brutto. Con la capitozzatura vengono creati dei “mostri” !

Legambiente

One thought on “LA POTATURA CHE UCCIDE LE PIANTE

  1. Nel caso degli alberi che vanno dall’ex stazione delle corriere fino alla curva del crocifisso è stata fatta una potatura poco professionale.
    Di certo quelle piante si stanno svuotando e marcendo all’interno, perché non è mai stato messo il mastice sui tagli, che impedisce il formarsi di buchi dove entrano, oltre ai parassiti, funghi, spore etc, anche l’acqua piovana che ovviamente marcisce e la pianta piano piano perde la sua linfa e muore.

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